Archivio di gennaio 2011
Che questo 2011 non fosse iniziato sotto la stella più propizia lo si era capito subito: dall’addio forzato a Dinho alla sequenza prolungata di infortuni fino alle prime due prestazioni sotto la sufficienza alla ripresa del campionato. Le avvisaglie di stanchezza palesate contro la Roma si sono ripresentate puntuali ad inizio anno, aggravate dai carichi di lavoro di Dubai e dalla serie di infortuni e squalifiche in difesa e centrocampo. Nonostante la sicura validità dei giovani innesti (strasser su tutti) in alcuni settori si avverte quella mancanza di classe che permetterebbe di fare l’indubbio salto di qualità. Abate, Antonini, Bonera sono valide alternative solo nel momento in cui riescono a garantire una continuitá di rendimento efficace e non altalenanti prestazioni che nuociono poi sul complesso di squadra. Ibra, Binho e Pato rappresentano l’arma in più solo se la squadra saprà sostenerli e lavorare per loro e viceversa la squadra farà meno fatica se tutti gli undici sapranno aiutarsi e fungere da orchestra che suona all’unisono. Ha ragione Gattuso, questo campionato é un’occasione irripetibile che potrà essere colta solamente con la continuità. Con l’Udinese è tornato a manifestarsi quel mal di San Siro che sembrava essere solo un antico ricordo: confusione nella manovra, errori nell’impostazione, amnesie difensive non degne di una squadra che aspira a vincere lo scudetto. Anche Allegri ha le sue colpe, non tanto nelle scelte (praticamente obbligate) quanto nella filosofia: dopo una prima parte di stagione incerta, ha costruito la sua fortuna di Novembre grazie alla fame da risultato più che al gioco, con una “pompatura atletica” che ha fatto passare in secondo piano le difficoltà di gioco. Trasmettere una mentalità vincente, fatta di aggressività e dinamismo, è sicuramente una fattore positivo, ma attorno ad essa va costruito un gioco più fludo e organico, che è poi la medicina più duratura. L’atletismo è come la bellezza, sfuma velocemente; mentre un’idea di gioco, una filosofia, gli schemi sono lo scheletro sul quale si deve necessariamente fondare la nostra di voglia scudetto.




