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	<title>Il mio Milan - Il blog con Notizie, Articoli e Commenti dei tifosi rossoneri sul mondo Milan</title>
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	<description>Il blog il mio milan vuole essere uno strumento nuovo per stimolare la condivisione dei pensieri sul mondo rossonero.  Grazie agli articoli e ai commenti dei tifosi evoluti e non evoluti sui fatti di attualità, sulle notizie, sulle partite di campionato, champions league, il blog vuole diventare un utile strumento di aggregazione tra i tifosi rossoneri di tutta italia. Tutto ciò avvalendosi anche dei più moderni strumenti di social networking</description>
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		<title>Milan &#8211; Barca: un gran galà senza l&#8217;assillo del risultato!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 17:46:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I poteri della sosta. Un mese fa, come 6 mesi fa e un anno fa il Milan é  stato perfetto nello sfruttarla al meglio. Dopo una sconfitta (vedi Juve) e tanti  punti interrogativi, la sosta o ti abbatte o ti ricarica. Con Allegri é  sempre stata opzione 2, con un Milan sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/milan_barca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-775" style="margin: 5px;" title="milan_barca" src="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/milan_barca.jpg" alt="pre-partita-milan-barcellona" width="100" height="130" /></a>I poteri della sosta. Un mese fa, come 6 mesi fa e un anno fa <strong>il Milan é  stato perfetto nello sfruttarla al meglio</strong>. Dopo una sconfitta (vedi Juve) e tanti  punti interrogativi, la sosta o ti abbatte o ti ricarica. Con Allegri é  sempre stata opzione 2, con un Milan sempre tornato gasato, pungente,  determinato, pronto a spazzare via in 90 minuti dubbi e perplessitá.  Ora, dopo 5 vittorie consecutive, la sosta poteva servire per recuperare  ossigeno dopo un mese senza tregua, poteva essere utile per mettere  carburante o per perfezionare alcuni meccanismi più o meno  scricchiolanti. Ma certamente quando sei reduce da un simile filotto  <strong>tutto vorresti tranne che uno stop forzato</strong>. In ogni caso<strong> il Milan di  Firenze è sembrato in salute</strong>, nelle gambe e nella mentalità. Se è vero  che l&#8217;attacco stellare delle 5 partite pre-sosta (18 gol) è rimasto con  le polveri bagnate, è altrettanto vero che la difesa ha confermato in  toto i progressi visti contro il Catania. Tornata la coppia centrale  delle meraviglie, con un centrocampo più attento a coprire centralmente,  i miglioramenti sono sembrati evidenti tanto che anche i terzini ne  hanno tratto giovamento in fase propositiva. <strong>Ora arriva il Barca</strong>: la  squadra perfetta, la squadra che gioca a memoria, che corre e che  pressa, che difende e attacca con lo stesso obiettivo: farti mancare  l&#8217;aria. Col Barca sarà un vero e proprio gran galà: stadio pieno, grandi  campioni, stress mediatico portato all&#8217;eccesso. Tutto vero ma, ai fini  del mero risultato, <strong>questa partita ha perso gran parte del suo interesse  dopo lo sciagurato pareggio contro il Bate.</strong> Tuttavia il match di domani  rappresenta un test importante per capire se possiamo fare meglio  dell&#8217;andata dove la difesa aveva resistito quasi eroicamente. Il  Barcellona non si batte certo tenendo un ritmo sfrenato (già  sperimentato da altri e alla fine non paga), ma piuttosto con un  attenzione maniacale ai minimi dettagli: occhio alle palle a scavalcare  la difesa, attenzione alle azioni sulle fasce che quasi sempre si  concludono con un passaggio radente arretrato, occhi sempre aperti ai  lanci di Xavi per i due esterni. Se difensivamente Allegri ha già  dimostrato di aver capito molto della squadra di Guardiola, <strong>quello che  dobbiamo fare meglio saranno le ripartenze</strong>. Più saranno veloci, precise,  fatte nei punti giusti e più avremo la possibilità di mettere in crisi  la loro difesa. Visto che il risultato non rappresenta un motivo di  angoscia, sarà interessante capire come questo fattore influenzerà lo  stato d&#8217;animo dei calciatori. L&#8217;unica risposta va al campo che come sempre  non mente.</p>
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		<title>Le pagelle di Fiorentina Milan! Bene la difesa, poco incisivo l&#8217;attacco!</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:26:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Milan di Firenze è stato così padrone del campo che Abbiati avrebbe potuto tranquillamente evitare di effettuare la rituale doccia post-partita, tanto è stat priva di qualsiasi tipo di sollecitazione la sua prova. Se ciò è stato possibile e se la squadra ha mantenuto quasi sempre il baricentro spostato ben oltre la metacampo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/fiorentina-milan-11.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-772" title="fiorentina-milan-1" src="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/fiorentina-milan-11.jpg" alt="pareggio-fiorentina-milan" width="216" height="178" /></a>Il Milan di Firenze è stato così <strong>padrone del campo</strong> che Abbiati avrebbe potuto tranquillamente evitare di effettuare la rituale doccia post-partita, tanto è stat priva di qualsiasi tipo di sollecitazione la sua prova. Se ciò è stato possibile e se la squadra ha mantenuto quasi sempre il baricentro spostato ben oltre la metacampo il merito è tutto <strong>di una difesa che per l&#8217;occasione ha vestito lo smoking di gala</strong>: Abate e Antonini quanto mai lucidi e propositivi,  Nesta e Thiago Silvia reali e sontuosi negli anticipi, nelle chiusure e nei duelli in velocità. <strong>A centrocampo non sono mancati impegno e polmoni</strong>. Se un difetto vogliamo trovare ai 3 intermedi è <strong>l&#8217;eccessiva riluttanza ad accompagnare l&#8217;azione offensiva</strong> e a proporsi come con continuità in appoggio ai due esterni difensivi; a parte infatti un colpo di testa di Aquilani e un tiro di Nocerino, difficilmente Ibra e Binho hanno trovato compagni pronti all&#8217;inserimento senza palla. Questa idiosincrasia dei centrocampisti verso l&#8217;area di rigore, accompagna dalla vena quasi totalmente &#8220;da trequartista&#8221; di Ibra, hanno contribuito a rendere quanto mai <strong>sterile l&#8217;attacco rossonero</strong>. La mancanza del Boa in questo senso si è vista (area di rigore deserta) e sentita (Ibra e Binho non hanno trovato un acuto interlocutore dei loro assist). Bene l&#8217;inserimento di Patinho che, col suo movimento e i suoi smarcamernti, è stato più volte <strong>oggetto degli istinti collaborativi di Ibra</strong>. E proprio dal dialogo tra Ibra e Pato passeranno molte delle nostre prossime fortune.</p>
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		<title>Scarso cinismo ed errori arbitrali. E fu pareggio.</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 17:18:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Estetica e pragmatismo. A prima vista due filosofie assolutamente agli  antipodi. Da una parte c&#8217;é un modo di pensare orientato alla bellezza  oggettiva utilizzando il contributo dei 5 sensi; dall&#8217;altra c&#8217;é una  visione della realtá in cui ogni azione é misurata in base al profitto e  all&#8217;efficacia che procura.  E cosí [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/fiorentina-milan1.jpg"><img class="size-full wp-image-754 alignleft" style="margin: 5px;" title="fiorentina-milan" src="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/fiorentina-milan1.jpg" alt="commento-fiorentina-milan" width="238" height="196" /></a>Estetica e pragmatismo.</strong> A prima vista due filosofie assolutamente agli  antipodi. Da una parte c&#8217;é un modo di pensare orientato alla bellezza  oggettiva utilizzando il contributo dei 5 sensi; dall&#8217;altra c&#8217;é una  visione della realtá in cui ogni azione é misurata in base al profitto e  all&#8217;efficacia che procura.  E cosí anche tra i calciofili più  filosofeggianti è di uso comune prendere una posizione radicale, avendo  come paradigmi Sacchi (re del bel calcio) e Capello (re del cinismo). Il  Milan delle ultime due trasferte ha voluto rendere gentile omaggio alle  due correnti di pensiero. Se all&#8217;olimpico contro la Roma, il risultato  positivo aveva fatto passare in secondo piano ampi momenti di totale  apnea difensiva, <strong>contro la Fiorentina la squadra ha peccato di sicurezza  in se stessa</strong>, peccando di ghirigori ed eccesso di ricami. Ottimo e  disinvolto possesso palla, discreta fludità di manovra ma <strong>tiri in porta  ridotti al lumicino</strong> come se Ibra, Binho e Seedorf puntassero più  all&#8217;assist che alla finalizzazione. Nonostante <strong>gli errori arbitrali</strong> (tanti, gravi e inspiegabili), <strong>la partita andava vinta</strong>, anche perchè la  fiorentina (soprattutto nel primo tempo) si configurava come lo sparring  partner ideale: squadra in crisi di identità, con peso offensivo  inesistente, errori a ripetizione, scarsa reattivitá nei contrasti.  Invece il Milan, specchiandosi troppo nella bravura dei suo solisti,<strong> non  ha saputo concretizzare una superiorità sembrata mai in discussione</strong>.  Nelle ultime tre trasferte abbiamo assistito a tre Milan diversi: quello  pazzoide di Lecce, quello spietato di Roma e quello narcisistico di  Firenze. <strong>Il meglio ora sarebbe trovare la perfetta sintesi:</strong> un Milan che  gioca bene, di squadra, con fraseggi veloci e trame incisive; un Milan  che dimostra grinta, determinazione e cattiveria; un Milan che deve  essere più concreto, dove gli attaccanti devono tirare più che rifinire.  Quello con la Fiorentina non é un risultato negativo a prescindere ma lo  é diventato con le condizioni (errori arbitrali compresi) che si sono  determinate. Non esisterá sicuramente una scienza perfetta, nella  filosofia come nel calcio; per vincere peró <strong>é sempre meglio guardare  prima alla sostanza e poi all&#8217;estetica</strong>. E stando al comportamento di  Allegri negli ultimi minuti, questa é forse anche la sua opinione.</p>
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		<title>Lo stato di salute del Milan dopo la sosta !</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:18:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il cataclisma sanitario che ha pervaso Milanello negli ultimi tempi è  degno delle peggiori apocalissi profetizzate dai Maya di estrazione  calciofila. Oltre al grave infortunio a Flamini e all&#8217;ormai abituale  danno muscolare del papero, sono state le gravi disavventure occorse a  Gattuso e Cassano ad avere catalizzato l&#8217;attenzione di sportivi  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/salute-milan.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-746" title="salute-milan" src="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/11/salute-milan.jpg" alt="stato-di-salute-dopo-la-sosta" width="230" height="154" /></a>Il cataclisma sanitario che ha pervaso Milanello negli ultimi tempi è  degno delle peggiori apocalissi profetizzate dai Maya di estrazione  calciofila. Oltre al grave infortunio a Flamini e all&#8217;ormai abituale  danno muscolare del papero, sono state <strong>le gravi disavventure occorse a  Gattuso e Cassano</strong> ad avere catalizzato l&#8217;attenzione di sportivi  rossoneri e non. In mezzo a questo quadro già di per se non mirabile,  Allegri ha dovuto fare i conti con una serie di contrattempi degni di un  lazzaretto. Ma è proprio in queste circostanze di difficoltà ed  emergenza che <strong>il mister livornese ha saputo ancora una volta creare  quello spirito di coesione sportiva</strong> sia tra i giocatori che  nell&#8217;ambiente. E così, dopo le sconfitte meritate contro Napoli e  Juventus, frutto più della stanchezza fisica che di problemi  strutturali, abbiamo assistito ad un cambio di rotta che anche il  migliore dei marinai avrebbe certamente applaudito a scena aperta. Il  filotto di 5 vittorie consecutive in campionato è la classica notizia da  prima pagina, ma dietro <strong>c&#8217;è una evoluzione notevole</strong>. Migliorata la  condizione atletica e recuperati i pezzi da novanta, il cambio di passo è  stato quasi inevitabile. Da una formazione praticamente obbligata, con  tantissime certezze ma pochissimi titolari, Allegri ha ritrovato man  mano variabilità di scelta, ha riscoperto la panchina come  risorsa, ha  potuto diversificare moduli e atteggiamenti tattici. Dalla scorsa  stagione sono giunte le conferme attese (Abate e Boa); <strong>dal mercato sono  arrivate sorprese inaspettate</strong>: Aquilani ha mostrato continuità, qualità e  adattabilità tattica; Nocerino è stato il mattatore che non ti aspetti:  polmoni da gregario, piedi da regista e fiuto del gol da attaccante  consumato. Mi piace far assomigliare questo Milan ad una grande  orchestra con un direttore che sa gestire alla perfezione la bravura dei  suoi componenti, con un solista (Ibra) che, pur nella sua genialità,  funge da guida per il resto della compagnia, permettendo a ciascuno di  rendere al massimo. Ci sono ancora delle stonature, che nel nostro caso  sono rappresentate da amnesie difensive che in più di una circostanza  (Lecce, Roma) hanno rischiato di far passare in secondo piano una  prolificità offensiva che non si vedeva dai tempi di Nordahl. Nonostante  i 15 punti incamerati in campionato, la strategia di mantenere un basso  profilo sembra la più adatta, perchè consente di allenarsi tendendo  alla perfezione e di affrontare la partita successiva con la giusta  famelicità. <strong>Tre o quattro le linee di possibili interventi migliorativi</strong>:  ritrovare l&#8217;<strong>ermeticità difensiva</strong>, gestire con adeguato turnover le  risorse a centrocampo, recuperare la condizione di Binho e Pato, e  proseguire nella integrazione dei nuovi (Taiwo in particolare). Iniziamo  questo terzo blocco di impegni ravvicinati <strong>con il vento in poppa e con  tanta fiducia</strong>. Non c&#8217;è solo la partita col Barca (importante e  suggestiva) ma tanti altri piccoli ostacoli che la squadra dovrà  affrontare con saggezza per arrivare alla sosta di Natale ancora più  consapevoli della propria forza. A quel punto interverrà magari la  società con qualche regalino invernale a centrocampo e in attacco.</p>
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		<title>Calciomercato Milan &#8211; Niente Colpi e Tanta Delusione !</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 17:28:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I conti si fanno alla fine. Il calciomercato è una scienza così labile che ho deciso che sarebbe stato meglio attendere pazientemente il 31 agosto per esprimere con cognizione di causa un giudizio sul mercato rossonero. L&#8217;estate 2010 ha insegnato ai tifosi milanisti che calciomercato può significare turbinio spasmodico di nomi e di emozioni, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/09/calciomercato-milan-2011.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-741" style="margin: 5px;" title="calciomercato-milan-2011" src="http://www.ilmiomilan.it/milanblog/wp-content/uploads/2011/09/calciomercato-milan-2011.jpg" alt="calciomercato milan 2011" width="200" height="135" /></a>I conti si fanno alla fine. Il calciomercato è una scienza così labile che ho deciso che sarebbe stato meglio attendere pazientemente il 31 agosto per esprimere con cognizione di causa un <strong>giudizio sul mercato rossonero</strong>. L&#8217;estate 2010 ha insegnato ai tifosi milanisti che calciomercato può significare turbinio spasmodico di nomi e di emozioni, di critiche e di esaltazioni. A luglio contestavamo, a fine agosto benedicevamo con tanto di incenso e corona d&#8217;alloro i nostri illuminati dirigenti. La stagione appena conclusa ha dimostrato che quegli investimenti sono stati la base, il mattone su cui Allegri ha potuto costruire  il trionfo tricolore, tanto che l&#8217;equazione investimenti = successi ha trovato suffragato riscontro sul terreno di gioco. Potremmo affermare che <strong>l&#8217;arrivo di Ibra e quello di Robinho sono stati il motore motivazionale</strong> per un ambiente che appariva rassegnato ad un ulteriore anno in seconda fascia. Ai &#8220;guri&#8221; del nostro management va dato atto di un fatto: saper <strong>fissare ad inizio stagione gli obiettivi </strong>e dare mandato ad allenatore e calciatori di raggiungerli. Forte dello scorso mercato estivo il messaggio della presidenza fu forte e chiaro: &#8220;Vogliamo vincere il campionato&#8221;. E così è stato. Un anno dopo, ancora di ebbri di adrenalina per il tricolore appena cucito sulle maglie e pieni di buoni propositi per il futuro, scopriamo durante il raduno che gli obiettivi non sono cambiati rispetto all&#8217;anno precedente. &#8220;Vogliamo ripeterci in Italia e fare qualcosa di più in champions&#8221;. Ecco, forse in proprio in questa seconda parte dell&#8217;assunto, <strong>molto conservativa e poco ambiziosa</strong>, c&#8217;erano già le  premesse per un mercato di medio/basso profilo. Un Milan che si accontenta di partecipare in Europa è una squadra monca, che viene meno alla sua stessa natura e alla sua stessa storia, di seconda squadra più vincente del vecchio continente. D&#8217;altro canto la strategia ormai sembra piuttosto chiara e definita ed è ormai la stessa da qualche anno: <strong>la nostra dirigenza è insuperabile negli affari &#8220;low cost&#8221; e &#8220;a parametro zero&#8221;</strong>; mentre, quando si tratta di rivaleggiare a suon di apertura di portafogli, prevale la sindrome da braccino corto. La bravura di Galliani nell&#8217;affare Ibra ha fatto probabilmente perdere il contatto con la realtà vera del mercato delle grandi squadre, in cui <strong>la disponibilità economica è il primo elemento</strong> per sedersi ad un tavolo di trattative. In barba a logiche di fair play finanziario, Barca, City, Real, Chelsea spendono e si possono permettere di esaudire lussi e vizzi dei propri presidenti e manager. Anche se i sogni si dovrebbero alimentare con i fatti e non con le parole, <strong>Galliani è stato come sempre un vero e proprio genio della comunicazione</strong>. E&#8217; riuscito far credere a tifosi, mass-media e forse anche a se stesso che esistesse Mister X, il top player che avrebbe dovuto sostituire Pirlo e far fare un ulteriore salto di qualità alla squadra. Non sapremo mai se il Milan abbia chiesto o meno Hamsik, se sia stato davvero in corsa per acquistare Fabregas, se abbia o meno fatto un sondaggio per Schweinsteiger. La verità è che <strong>tutte le potenziali voci di mercato si sono sgretolate</strong> di fronte alla triste realtà di un&#8217;immobilismo economico, in cui l&#8217;unico strappo alla regola è stato l&#8217;affare Ibra dell&#8217;anno precedente. Nel gioco al massacro delle 3 incognite ci hanno guadagnato solamente blog, gruppi su facebook e tutti coloro che, pur brancolando nel buio, hanno alimentato false speranze e mendaci attese in tutti i tifosi rossoneri in cambio di qualche misero &#8220;mi piace&#8221;. Se il nome altisonante è destinato a rimanere, per ora, un sogno inespresso, <strong>la realtà è un gruppo di 5 nuovi giocatori a disposizione di Allegri:</strong> in difesa Mexes è un buon puntello per un reparto che aveva bisogno di un sostituto di primo piano, Taiwo è una scommessa ancora acerba; in attacco, El Shaarawy una realtà giovane da seguire con attenzione; a centrocampo <strong>Aquilani e Nocerino sono rinforzi mediocri </strong>o poco più, acquisti che non hanno di certo reso esangui le classe del club ma sul cui rendimento c&#8217;è da porsi più di un punto interrogativo: perchè sono stati scartati da Juve e Liverpool ? Aquilani ha risolto definitivamente i suoi problemi fisici ? Sono giocatori in grado di far fare il salto di qualità in un reparto così importante ? Sono degni sostituti di una leggenda come Pirlo ? Se la nostra dirigenza abbia avuto ancora una volta l&#8217;occhio lungo solo il campo potrà confermarlo con assoluta certezza. In Italia, molte squadre hanno rivoluzionato i propri organici per cercare di strapparci il tricolore, <strong>in Europa il gap sembra essersi ulteriormente allargato</strong>. Anche se, dopo campionato e supercoppa, non c&#8217;è più l&#8217;assillo della vittoria a tutti i costi, <strong>sarà compito di sfidante di Allegri dare motivazioni ancora vincenti al gruppo e all&#8217;ambiente</strong>. Visto che il mercato estivo non ci ha dato tanti buoni motivi per essere felici, consoliamoci sul fatto che nessuno dei nostri big ha fatto le valigie. In un periodo di crisi e di lodi vari, anche per questa vittoria scene di giubilo non sono eccessive.</p>
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