Caro presidente, quanta emozione nel ritrovarla finalmente traboccante di entusiasmo vero il nostro Milan, nel vederla nuovamente di fianco alla squadra a Milanello, nel riscoprirla allo stadio, anelante che lo spettacolo avesse in inizio. I milanisti, caro presidente, sono un popolo di profondi sognatori. Tutto avremmo voluto, compreso e capito ma non che il sogno di vedere il nostro amato Mlan protagonista in campo e fuori svanisse, senza spiegazioni nè motivi. Ci siamo arrovelati giorni e giorni, abbiamo intasato social networks e tv, abbiamo scomodato anche la satira per cercare di comprendere le ragioni di questo suo allontanamento e distacco: abbiamo pensato alle traversie politiche, ai tradimenti istituzionali, alle difficoltà familiari, alla caparbietà di sua figlia Marina. La gioia di scoprire che non è bastato tutto questo messo insieme per sottrarle l’amore per il Milan è la vittoria più inattesa e per questo ancora più esaltante. Mi piace immaginare che sia andato tutto così: che abbia cacciato gli infingardi traditori politici dal suo ufficio, che abbia sospeso l’idea dell’assegno di mantenimento e che abbia bruscamente chiuso il libro dei conti sottoposto da sua figlia; c’era qualcosa di più importante a cui pensare: avallare l’operazione Ibra. Proprio per la nostra natura di sentimentaloni, non vogliamo conoscere le ragioni di questo improvviso cambio di rotta: non vogliamo pensare che sia dovuto alla possibilità di elezioni impellenti, non vogliamo ipotizzare che sia stata un’operazione studiata ad arte per recuperare immagine e credibilità, non vogliamo neanche prendere in considerazione l’idea che ad un acquisto oggi corrisponderà una grande cessione domani. Vogliamo invece credere che Ibra e Robinho siano stati un gesto d’amore verso il nostro Milan, un regalo ai tifosi, un investimento necessario per fare tornare la squadra rossonera protagonista. Un piccolo “grazie” vogliamo dedicarlo anche al presidente Moratti e al suo odiatissimo squadrone. Grazie, perchè le vostre vittorie e il vostro modo di operare sul mercato ci hanno restituito l’orgoglio di un presidente che avevamo pericolosamente perduto. Adesso che avete fatto il vostro dovere di cugini, potete tornare a dormire sonni tranquilli. Vi consentiamo una rapida sveglia solamente nei nostri futuri momenti di festeggiamento. A parte la doverosa e ilare parentesi nerazzurra, le chiediamo presidente di non scomparire più, di dialogare constantemente con i suoi tifosi, di palesare pubblicamente e senza indugi i suoi dubbi e i suoi programmi. Almeno potremo capire e non solamente ipotizzare. Non c’è stato niente di peggio in questi lunghi mesi che non sapere quale fosse il futuro del nostro Milan. E’ vero, siamo sognatori, ma senza qualche certezza presente anche i sogni futuri sarebbero stati destinati a rimanere tali. Il quadrilatero della meraviglie adesso sì che è una certezza che ci fa sognare nuove vittorie. Grazie presidente!





