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Quando Dinho decide di prendersi una pausa e/o una giornata di riposo,  lo capisci subito. I dribbling non riescono, le occasioni da gol latitano, il ritmo non subisce nessun tipo di accelerazione. Lo stadio vuoto non ha caricato il brasiliano e così la brutta figura sì palesata all’orizzonte con la precisione di un orologio svizzero. Pur schierando il tridente titolare, la squadra rossonera non ha saputo mai cambiare velocità di crociera e rendersi pericolosa. La squadra manca di entusiasmo e lo si capisce dalle partenze sempre in sordina, dalla poca voglia di lottare, dall’assenza totale di pressing, dalla nulla capacità di reazione. Il linguaggio del corpo, ora come ora, parla molto più chiaro della tecnica e testimonia come anche i migliori giocatori abbiano pochi margini di manovra se la testa non è sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda. A Leo o al prossimo allenatore il compito di superare anche questo handicap psicologico.

Leonardo ha rimproverato alla squadra un approccio troppo rilassato contro il Palermo. In verità, anche le scelte tattiche non sono sembrate del tutto convincenti. L’emergenza totale ha costretto Leo a rivedere scelte, fare adattamenti ed esperimenti. Tuttavia, Oddo difensore centrale più che un esperimento è sembrato un azzardo, anzi un vero e proprio suicidio.  Forse meglio sarebbe stato provare Albertazzi o, piuttosto, Andrea Pirlo che nel passato ha già ricoperto con efficacia quel ruolo così delicato. I moduli non possono non tenere conto delle situazioni contingenti, nonchè degli uomini a disposizione.  Un classico 4-4-2 avrebbe magari consentito di coprire meglio il campo:  Pirlo centrale difensivo, centrocampo con Mancini, Seedorf, Gattuso e Janku poteva essere un’idea neanche così malvagia.  Contro il Palermo solo Seedorf, colpito nel vivo dell’orgoglio, ha mostrato esuberanza e continuità. Dinho ha fatto quello che fa nelle sue giornate storte: un paio di assist con giocatore davanti al portiere, con un gol e uno quasi sfiorato. Sicuramente poco ma magari fossero tutti così. Della difesa si è già parlato: che qualche santo e qualche recupero tolga Oddo da una ulteriore possibilità di partita scellerata.

Milan cade a Palermo

L’agonia continua senza sosta apparente. Decimato da un’emergenza continua, frastornato da un futuro societario sempre più incerto, distratto da un allenatore sul piede di partenza, ll Milan perde ancora, anche a Palermo, concludendo con zero punti le due trasferte consecutive. Ora anche il terzo a posto, come ampiamente previsto, potrebbe essere a rischio, anche in virtù delle 3 partite molto difficili ancora da affrontare. Nonostante Leonardo continui a predicare ottimismo e bel gioco, il clima di sfiduca sta pervadendo la squadra in modo più che profondo. Ronaldinho non trova più gli stimoli di allegria e spensieratezza di qualche tempo fa, Thiago Silva sta cercando da mesi un compagno di reparto degno di tal nome, Pirlo vede attorno a sè solamente statue in attesa di illuminazione divina. In questo ritratto infernale solo Seedorf ha tirato fuori l’orgoglio del grande campione, trascinando i compagni alla ricerca di una rimonta che ad un certo punto è sembrata anche possibile. Troppi però sono stati gli errori di una difesa incerta e sbandata, di cui Oddo è stato il protagonista horror. Troppo molle l’approccio alla gara, troppo poco il dinamismo, troppo flebile l’aggressività e soprattutto la sveglia è suonata quando ormai era troppo tardi. Ora servono due cose, una dipendente dall’altra: raggiungimento del terzo posto e pianificazione futura, seria e responsabile.  Altrimenti le serate storte saranno sempre di più frequenti.

Contro la Samp, si conferma il Marco moment: è Borriello infatti il protagonista assoluto. Illude i rossoneri con il suo quinto gol nelle ultime 4 partite, si divora un altro paio di gol e infine si fa ammonire per proteste obbligando Leo a fare a meno di lui nella trasferta di Palermo causa diffida. Encomiabile e commovente Dinho: oltre alla qualità, rincorre gli avversari per tutto il campo, anche nel secondo tempo. Dalla difesa le peggiori notizie, dove non ci sono ricambi, non ci sono fuoriclasse (escluso Thiago) e dove la disattenzione regna sovrana. A centrocampo il pressing non esasperato dovrebbe avvantaggiare Seedorf e Gattuso, ma l’olandese è vittima colpevole della mediocrità generale; il secondo, pur bravo nel tamponare, non può essere il regista della squadra. Dida, a parte un brividissimo nel finale, oggi si guadagna la pagnotta (e non è detto che si a sempre un bene!)

Sconfitta per il Milan a Genova

Sconfitta per il Milan a Genova

Quando il campionato giunge alla sua conclusione e gli obiettivi sono praticamente nulli, le figuracce (in termini di sconfitte) sono sempre a portata di mano. Il Milan perde con la Sampdoria, confermando un trend negativo ormai consolidato. Dopo la partita con l’Atalanta del 28 febbraio scorso e le illusioni scudetto il Milan ha raccolto 2 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, 10 punti in 8 partite. Proprio nel momento clou del campionato, quello dei sogni e delle speranze, la squadra sì è dissolta. Anche se le ricriminazioni sono più nei risultati che nel gioco espresso, è altrettanto vero che l’emergenza di questo mese e mezzo ha dimostrato come l’organico non fosse all’altezza e come le preoccupazioni di inizio stagione fossero fondate. Il Milan è fortunato perchè la Samp non mette in campo sin da subito il pressing esasperato che siamo soliti vedere e allora la formazione di Leonardo può imbastire il proprio gioco, concedendo poco e trovando poi la zampata vincente con il solito Borriello.  Ma, in questo momento, il Milan sembra la calamita della negatività: Ambrosini che si infortuna, Bonera che si fa espellere, un paio di occasioni da gol fallite di un soffio, la Samp che segna all’ultimo respiro. O, in un’altra chiave di lettiura, il Milan è stato troppo mediocre per meritare quel pizzico di fortuna che solitamente appartiene agli audaci. Leonardo, anche a fine partita, predica ottimismo e ricerca bel gioco. In realtà serve solamente il minimo sforzo per difendere (e non sarà facile visto il calendario) il terzo posto.

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