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Le Pagelle di Milan Chievo

Le Pagelle di Milan Chievo

Emulando Mourinho, Allegri dimentica il turnover e schiera l’11 che in questo momento sembra dargli più affidamento, confermando la scelta di Dinho trequartista. Il brasiliano ha libertà di azione e di movimento, possibilità di creare ed inventare senza intasare eccessivamente le fasce laterali. Pure in dinamismo sembra cresciuto notevolmente. Anche senza assist ma con qualche giocata al bacio, il giudizio su di lui è estremamente positivo. Tutto il contrario per Seedorf: non basta qualche ben fatta diagonale difensiva a rendere sufficiente la sua prestazione; disturbano gli errori nei passaggi (quasi sempre suoi), così come la ricerca ossessiva del rallentamento del ritmo. Ibra, nonostante i due assist meravigliosi, non è sembrato in forma smagliante ma forse la sua intelligenza lo ha portato a dosare le forze in vista di impegni più probanti. Per Pato parlano i due gol e lo slogan azzeccatto coniato per lui: “quando gioca segna”. In difesa ha convinto Antonini più di Zambrotta e Nesta più di Thiago. Con un Madrid apparso in particolare salute, servirà la prestazione quasi perfetta dei singoli e della squadra.

Commento di Milan Chievo

Commento di Milan Chievo

Usando una similitudine ciclistica, potremmo paragonare la stagione ad un lungo Giro e i mesi di ottobre e novembre un gran premio della montagna di medie difficoltà. Ecco allora che il Milan ha superato la prima salita chiamata Chievo non senza boccheggiamenti. Per avere la meglio di una squadra in piena salute atletica è stato necessario ancora una volta l’apporto dei singoli: gli assist di Ibra, i gol di Pato e le parate di Abbiati. Le vittorie rappresentano sempre il primo grado di giudizio (e in campionato sono 3 consecutive) ma se ragioniamo con obiettività la realtà è stata un’altra: il Chievo ha costruito, attaccato, corso, tirato in porta, perfino gestito il possesso. Ha fatto per lunghi tratti tutto quello che avrebbe dovuto fare il Milan. Nonostante l’atteggiamento sfrontato e aggressivo dei veronesi (alleluja verrebbe da dire), di rado i rossoneri si sono resi pericolosi con ficcanti contropiedi e neanche il doppio vantaggio è servito a fornire quella dose di tranquillità che doveva consentire di affrontare il secondo tempo senza patemi. Così facendo, le energie fisiche e mentali profuse sono state tutt’altro che limitate. Senza un passo in avanti consistente dal punto di vista del gioco e con un passo indietro sostanziale rispetto a Parma (meno autorevolezza e meno occasioni), la squadra di Allegri è comunque riuscita nell’obiettivo primario: incamerare tre punti e continuare la rincorsa verso la testa della classifica. Con le vittorie la “borraccia” è sempre mezza piena ma i prossimi avversari (Madrid, Napoli e Juve) hanno uno spessore ben diverso. Non basterà più solo lo strappo ciclistico del campione, ma sarà necessario giocare d’insieme, collaborare, offrire quella visione collettiva che fino ad ora si è potuta godere solo a sprazzi.

La vittoria contro il Chievo viene certamente dalla tenacia e dall’impegno di tutti, oltre che dalla sferzata decisa che Leonardo ha imposto tra primo e secondo tempo. Viste le tante indisponibilità difensive Leo è costretto a rispolverare addirittura Oddo: esperimento fallito, veramente shockante la sua prova, caratterizzata da errori oratoriali. Se Pirlo, Ambrosini e Beckham hanno garantito copertura, qualità e inserimenti, da segnalare l’opaca prova di Gattuso, troppo poco “ringhiante” per usare un gattusismo! In attacco determinante l’ingresso di Inzaghi, finalmente motivato e decisivo. Esuberante come al solito Dinho: per lui non solo assist e dribbling, ma anche quantità al servizio dei compagni. Bene anche Boriello, specialmente quando Inzaghi lo ha liberato  dalle marcature. Applauso a Leo, ha un grande dote, che ormai si sta rivelando una costante. Azzecca sempre i cambi, non male come qualità!

Seedorf Milan ChievoNonostante questo campionato continui ad assomigliare ad una strada dal cammino irto e tortuoso, la squadra si è dimostrata in grado di superare anche le curve più pericolose con maturità; magari sbandando in più di una circostanza, ma riuscendo poi a ritrovare l’assetto migliore. Pur essendo questo percorso ricco di bivi e incroci, la squadra ha il merito di saper scegliere quasi sempre l’orientamento corretto, acnhe grazie al super lavoro del condottiero Leo. Di sicuro, “le emozioni e i sentimenti” (così come ama esprimersi il nostro mister), sono la stella cometa, il marchio di fabbrica che sta consentendo di sognare l’incredibile aggancio all’Inter. Dopo la magia e l’opportunismo di Pato a Firenze, è stavolta Clarence Seedorf a liberare l’urlo dei tifosi, in un crescendo di emozioni che vanno dal dal dispiacere per l’infortunio a Becks alla goduria totale nel momento in cui l’olandese scaraventa in rete il pallone della vittoria. Da qui bisogna ripartire, abbandonando se possibile l’involuzione del primo tmepo e assumendo il secondo come paradigma: coraggio e tenacia sono le virtù che nelle prossime 10 giornate non dovranno mai mancare. Semmai gli infortuni continui (assieme alla staticità di una società che non ha previsto adeguati ricambi) obbligheranno Leo a fare scelte ben precise, soprattutto in difesa dove Nesta e Abate necessitano di alternative valide, affidabili ed efficienti. Sperando che, Milan Lab permettendo, il prossimo sia l’assetto definitivo che ci porti fino alla fine del campionato.

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