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Cercasi Terzini per il mercato Milan

Cercasi Terzini per il mercato Milan

La rosa rossonera e la stagione appnea conclusa offrono spunti statistici davvero interessanti, che testimoniano come anche i dettagli all’apparenza più trascurabili possano essere invece fonte di analisi e di discussione.  Per poter competere a grandi livelli, sopratutto sui palcoscenici internazionali, occorre una rosa di grande livello, in tutti i reparti: con titolari e possibilmente sostituti all’altezza delle concorrenti. Se c’è una zona di campo dove il Milan è totalmente inadeguato rispetto alla concorrenza, sono gli esterni difensivi. Il contributo portato da questi giocatori alla causa della propria sqaudra è in taluni casi devastante. Vediamo le statistiche delle top squadre europee:

milan gol barcellona gol real
gol chelsea gol
abate 0 abidal 0 arbeloa 2 ferreira 0
zambrotta 0 daniel alves 3 marcelo 4 cole 4
antonini 0 maxwell 0 ramos 4 ivanovic 1
oddo 0 zhirkov 0
jankulovski 0 bosingwa 0
0 3 10 5
tot squad 57 tot squad 94 tot squad 101 tot squad 103
% 0% % 3% % 10% % 5%
man u gol man city gol bayern gol inter gol
neville 0 richards 3 lahm 0 maicon 6
evra 0 zabaleta 0 contento 0 chivu 1
rafael 1 bridge 0 badstuber 1 santon 0
o’shea 1 sylvinho 0 zanetti 0
2 3 1 7
tot squad 86 tot squad 73 tot squad 72 tot squad 74
% 2% % 4% % 1% % 9%

A fini di questo calcolo, si sono prese in esame solamente le partite dei rispettivi campionati e si sono considerati solamente giocatori il cui ruolo è prettamente quello di terzino destro o sinistro senza adattamenti tattici temporanei. Il primo dato, quello più significativo, è che il Milan è l’unica squadra delle 8 in cui il contributo dei terzini in termini di gol è nullo. Se analizziamo il contributo percentuale dei terzini sui gol complessivi della squadra in stagione, notiamo come si passi dal misero 1% del bayern, fino al 9% e 10% di inter e Real Madrid, le due compagini in cui il gioco dei terzini è assolutamente micidiale. Il dato dei gol è già molto significativo, ma non ci dice quanto sia importante nell’economia del gioco offensivo poter contare su una spinta costante dalle fasce laterali: significa più movimento, più dinamismo, più soluzioni, più possibilità di assist e natualmente più gol di attaccanti e centrocampisti. Se pensiamo che Daniel Alves del Barca ha messo insieme 50 assist di cui 11 vincenti, Marcelo del Real 43 di cui 7 vincenti, capiamo ancora di più quanto avere esterni incisivi sia assolutamente indispensabile. I tempi di Cafu e Serginho, autentici e inesauribili stantuffi, sembra un antico ricordo! In questo senso ancora una volta la società Milan non è sembrata lucidissima: Oddo e Jankulovski ma anche Zambrotta hanno fatto il loro tempo, Abate e Antonini hanno portato una croce troppo più pesante delle loro reali possibilità. Un rinnovamento avrebbe portato un’energia nuova in un ruolo dove la velocità e la freschezza fisica sono un elemento caratterizzante. Drenthe, Bale, Chissokho sono solamente alcuni nomi che sono rimasti solo sogni sulla carta ma sui quali sarebbe stato giusto e doveroso pensare ad un serio investimento. Il primo tassello del 2010/2011 deve essere piantato qui!

La difesa del Milan è da rifondare

La difesa del Milan da rifondare

Una casa si costruisce dalle fondamenta. Una squadra, analogamente, si dovrebbe allestire partendo dalla difesa. Certamente gli attaccanti e i fantasisti segnano i gol, concorrono per vincere il pallone d’oro, trascinano gli spettatori allo stadio ma la difesa è il reparto che da solidità e sostanza. Poter contare su una difesa di qualità, significa avere fatto un passo avanti notevole nell’organizzazione di una squadra. Nel reparto arretrato poi, solitamente, giocano i leaders, i capitani, le figure carismatiche, le guide che hanno la capacità di condizionare il comportamento dei compagni. Tutto questo al Milan manca totalmente. Leggendo la rosa dei difensori attualmente presenti troviamo, in ordine di rigoroso numero di maglia: Kaladze, Onyewu, Nesta, Zambrotta, Jankulovski, Favalli, Bonera, Thiago Silva, Oddo, Antonini. Il commento esce spontaneo: la dirigenza ha sbagliato tutto. Ecco, secondo me, perchè:

  1. Nessuno ha mai pensato e agito seriamente per la sostituzione di Maldini, Nesta, Cafu, Stam, Serginho. I giocatori che sono arrivati sono in fase calante della carriera o in età pensionabile.
  2. Si è compiuto l’azzardo di scommettere totalmente sul recupero fisico di Nesta, senza pensare ad un adeguato ricambio, nè presente nè futuro.
  3. Thiago Silva è soltanto uno dei 4 tasselli del reparto arretrato. Gli esterni attualmente titolari (Abate e Antonini), sono solo dei comprimari che hanno già fatto ben oltre le loro possibilità. A parte Nesta, anche gli altri centrali si sono dimostrati, per vari motivi, inadeguati: Bonera per motivi fisici, Favalli anagrafici, Kaladze tecnici.
  4. Oddo, Kaladze, Jankulosvki sono giocatori che pesano solamente sul monte ingaggi. Hanno smesso da un pezzo di fornire il loro contributo.
  5. Alcune strategie di mercato sono state, negli anni, fallimentari. Sono stati ceduti Shevchenko e Kakà: in nessuna delle due trattative è mai stato inserito un difensore. Avrebbero potuto arrivare Gallas prima e magari Sergio Ramos dopo. Invece a Milanello si sono intravisti Senderos e Onyewu.
  6. La politica “verde” è stata anch’essa poco chiara: tutti i giovani (ad es. astori, marzoratti, darmian), sono stati dati in prestito a squadre di serie a, b e lega pro spesso con prestiti onerosi o comproprietà in modo da monetizzare piccole somme di denaro. La valorizzazione nasce invece anche a) dalla possibilità di fare allenare questi giovani a fianco di esempi come Nesta e Thiago Silva e b) dal coraggio di farli esordire in prima squadra verificando sul campo le loro reali capacità. Il barcellona lo fa e i risultati si vedono: 7 giocatori su 11 dei cosiddetti titolari provengono dal settore giovanile.

La ricostruzione deve essere radicale. Thiago Silva, scoperta di Leo, è il punto di partenza, il sampietrino su cui fondare il futuro. Nesta può essere ancora determinante, a patto di utilizzarlo con raziocinio, dosandone forze ed energie. Abate e Antonini le classiche seconde scelte di affidabilità e garanzia. Astori e Darmian insieme ad Albertazzi i giovani su cui pianificare il futuro. Ma, per forza di cose, servono soprattutto investimenti importanti. Qualche idea più che realizzabile?? Mexes, ormai messo in disparte alla Roma. Uno tra Ranocchia, Bonucci o Masiello del Bari, Agger del Liverpool; Kjaer del Palermo. Drenthe, Cliy, Bale oppure Adriano del Siviglia come esterno sinistro. Rafinha come esterno di destra. Ivanovic come jolly da utilizzare al centro o sulla fascia. Senza investimenti non si sogna ma sopratutto, non si vince!

nesta-infortunioLeonardo quest’anno ha vinto molte scommesse: primo, ha inventato un nuovo sistema di gioco, diverso dal passato, più spettacolare e innovativo; in secondo luogo, ha rivitalizzato Dinho, consegnandogli le chiavi della squadra, puntando sulle sue qualità e assecondandolo nella sua vita extracalcistica; terzo, costretto da una perdurante assenza progettuale societaria, ha saputo far rendere al massimo giocatori “di seconda fascia” (vedi antonin e abate) ottenendo da loro sempre positive risposte; quarto (ma forse il più importante) convincere giovani e senatori a credere in un progetto nuovo nonostante dalla società non venissero mai segnali incoraggianti in termini di futuro e di investimenti. Ora però Leo deve metterci nuovamente del suo: stavolta per fronteggiare l’emergenza infortuni. Dopo un periodo in cui potevamo contare su un undici affiatato e consolidato, oggi qualche rotella dell’ingranaggio comincia a scricchiolare. Prima Pato, Borriello e Seedorf, poi Beckham e Nesta e in misura Bonera e Abate. Se in attacco il rientro di Pato è imminente e a centrocampo Flamini e Seedorf dovrebbero essere le alternative per l’inglese (vedremo poi quanto valide) è in difesa che urge trovare un assetto definitivo. Se sugli esterni Oddo e Jankulovski sembrano lontanissimi da una minima sufficienza, la domanda è una sola. Chi deve sostituire Nesta?? Tre le alternative: Bonera, Kaladze oppure Favalli. Scartando il georgiano che ultimamente non ha mai mostrato sicurezza, alla fine non rimangono che Bonera o Favalli a giocarsi il posto di compagno di reparto di Thiago. Da una parte l’ottimo momento di forma fa propendere l’ago della bilancia in favore di Bonera; dall’altro Thiago ha ancora bisogno di una figura più carismatica al suo fianco e in questo senso Favalli rappresenta l’alternativa più valida. A Leo l’ardua sentenza. Voi che ne pensate?

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