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Dall’alto del uso scranno in tribuna d’onore, Ibra ha scatenato l’entusiasmo dei tifosi sugli spalti e pungulato adeguatamente la classe dei compagni di squadra. Ibra è stato di parola: “la squadra vincerà anche senza di me” e così è stato, oltre le più ottimistiche previsioni. Sostenuto adeguatamente da un quartetto difensivo quasi perfetto in tutti i suoi interpreti (solo qualche sbandamento di troppo nel secondo tempo), il centrocampo ha potuto dedicarsi con maggiore libertà alla fase offensiva. Con i loro inserimenti e i loro movimenti senza palla, Pirlo, Ambro, Rino e Seedorf sono stati il supporto ideale che ha permesso a Dinho e Pato di far letteralmente tracimare di classe tutto il gioco rossonero. Dribbling ubriacanti, assist deliziosi, giocate sopraffine e un pizzico di spavalderia hanno reso il “dentone” l’autentico protagonista del primo tempo. Seppur con qualche meccanismo ancora da oliare tra esterni difensivi e offensivi e con qualche rinuncia agli individualismi, la strada sembra ben tracciata. Un applauso anche ad Allegri, alla sua prima vittoria al debutto in serie A: ottima disciplina e chiarezza di compiti e ruoli. Queste al momento le chiavi positive del nuovo mister.
Un vento di grande calcio ha fatto capolino su Milano. Caricato dall’entusiasmo tracimante di San Siro, galvanizzato dalle parole del nuovo crack e animato dalla classe dei suoi campioni, questo vento si è trasformato ben presto in bufera sportiva per il povero lecce, neopromosso e condannato ad un inevitabile ruolo di sparring partner designato. Totalmente da schianto il primo tempo, perfetto per aggressività, per la lucidità delle scelte, per il tempismo delle giocate, per la rapidità dei movimenti e per la precisione degli inserimenti; solo la bravura del portiere e qualche imprecisione non hanno permesso di chiudere il primo tempo con punteggio tennistico. Secondo tempo di relax, scioltezza e controllo, buono solo per festeggiare il 360esimo gol in serie A dell’intramontabile Pippo. Per una squadra che veniva da zero vittorie in precampionato, l’inizio è stato coi fuochi di artificio. Lasciarsi pervadere da ebbre euforie ora sarebbe però l’errore più pacchiano da commettere. Molti ingredienti sono stati trovati, ora vanno opportunamente miscelati per realizzare quel cocktail vincente chiamato scudetto. Se sapremo essere ancora più squadra, se lasceremo da parte gli individualismi (troppi nel secondo tempo), se riusciremo a coinvolgere Ibra nel gioco collettivo e sapremo dare continuità ai nostri risultati ma soprattutto se sapremo mantenere questa voglia di creare divertimento, allora sì che la strada verso qualcosa di importante potrebbe essere in discesa. Avanti così nella convinzione che questo vento nuovo, di entusiasmo e di bel gioco sia solo l’inizio della nuova stagione!






