Articoli marcati con tag ‘pato’
Il tempo passa velocemente, più velocemente di quanto si possa immaginare. Era l’estate del 2007, quella successiva a Calciopoli. Il Milan aveva appena vinto la Champions League e la società aveva messo gli occhi su un ragazzino brasiliano, talmente giovane da non poter neanche giocare imediatamente con la maglia del Milan. E’ lui, Alexandre Pato, il calciatore prodigio che non ancora maggiorenne aveva già entusiasmato i compagni e l’allenatore dell’epoca, Carlo Ancelotti. Ma Patinho è sempre stato abituato a bruciare le tappe, fin da quando, all’età di 16 anni, già giocava nel suo International di Porto Alegre contribuendo in modo determinante (gol in semifinale) alla conquista del mondiale per club del 2006. Tre estati sono passate, la quarta sta iniziando. Dietro ai suoi 50 gol in 101 parite con la maglia rossonera, c’è una maturità travolgente, sia nella vita professionale che in quella privata. Quando la vita ti fa andare così veloce, hai due possibilità: o ti fai travolgere o sei in grado di affrontarla e dominarla. Per il nostro Alexandre, la verità è certamente nella seconda affermazione. Anche dalle sue interviste traspare che è diventato grande, come uomo oltre che come calciatore. Ieri Pato ha incontrato virtualmente tutti i suoi tifosi su Milan Channel, nel tradizionale appuntamento con l’intervista a Segni Particolari. Pato non ha potuto nascondere la sua emozione solo di fronte all’addio del compagno Pirlo: “A Pirlo do un 10 perchè è un giocatore fantastico che ha vinto tutto sia col Milan che con la Nazionale”. Per il resto Pato ha imparato perfettamente la lezione dei suoi compagni, da Ibra a Van Bommel, da Gattuso a Seedorf: il successo e la voglia di vincere come motore dallo stantuffo continuo. Dopo aver aperto il cassetto della memoria dell’ultima annata e aver catalogato come suoi gol più belli quelli con Inter e Chievo, Pato ha cominciato a puntare l’attenzione sul suo chiodo fisso: la Uefa Champions League. “Voglio vincere la Champions, voglio vincere questo trofeo e poi pensare ad eventuali premi individuali come il pallone d’oro”. Durante la stagione il Milan ha dovuto vincere più volte il campionato, ma ogni volta ha saputo reagire e, come dice Pato, “abbiamo saputo innalzare i decibel della nostra concentrazione nei momenti decisivi”. Pato ormai dimostra di avere l’esperienza del comunicatore esperto anche quando esalta i suoi compagni: da Ibra a Boateng (“grande ballerino oltre che calciatore”) , da Cassano (“mi manda sms tutte le mattine e ci sentiamo spesso”) a Robinho (“lo adoro perchè corre in continuazione senza mai dare punti di riferimento”) senza mai dimenticare il suo idolo del passato, Luis Nazario da Lima detto Ronaldo. Nonostante nessun accenno al suo momento d’oro anche nella vita privata, Pato ha la capacità di emozionarsi quando ricorda che il Milan è il suo sogno divenuto realtà e che il suo desiderio è fare la storia del Milan, come tanti dei suoi predecessori. Chiamatela esuberanza giovanile, chiamatela felicità dopo una vittoria ma il Pato visto a Segni Particolari è il modello del fuoriclasse moderno: classe in campo e capacità di affrontare le situazioni fuori. Viso da ragazzino ma comportamento da giocatore navigato, pronto a fare la storia del nostro Milan e, si spera, a contribuire a portare altri successi.
Molto più che rumors. Prende sempre più corpo l’ipotesi di una love story tra il nostro Papero Pato e Barbara Berlusconi, immortalata domenica durante la partita contro il Chievo in una versione sexy ma elegante. Entrambi reduci da matrimoni finiti male, la coppia sembra già essere l’obiettivo numero uno di tutti i giornali di Gossip. Da una parte Pato, 22 anni non ancora compiuti, che aveva sposato nel luglio del 2009 Sthefany Brito, 24 anni e attrice brasiliana. Le nozze si svolsero al Capocabana Palace di Rio de Janeiro. Matrimonio finito dopo neanche un anno. La causa sembravano essere le frequenti uscite di Pato, unite allo scarso successo sul lavoro di Stephany, che da quando arrivò in Italia non riuscì mai a sfondare nel mondo della moda. Ma, secondo i più informati, la ragione vera sarebbe stata la mancata castità diPato, come invece prevede la religione evangelista, che il papero si gloriava di professare. Dall’altra parte Barbara Berlusconi, 27 anni, primogenita di Silvio e Veronica Lario, che proprio una settimana fa ha annunciato la fine del suo matrimonio con Giorgio Valaguzza, da cui ha avuto due figli: Alessandro, 3 anni ed Edoardo, 18 mesi. Per non turbare la sensibilità e i sentimenti dell’ ex-marito, Barbara ha preferito non fornire ulteriori spiegazioni sulla fine del suo matrimonio. La notizia del flirt e della probabile love story tra Barbara Berlusconi e Pato circolava da tempo nell’ambiente milanese e proprio domenica un’esperta di gossip, tale Gabriella Sassone, ha rivelato alcuni particolari durante una puntata di quelli che il calcio. Barbara da tempo è molto vicina al team rossonero e sembra essere ormai la designata erede di Silvio Berlusconi in ambito Milan, così come reso evidente anche dalle frequentazioni allo stadio della bella Barbara. Se sono rose, fioriranno, come si dice in questi casi! Il giornale Oggi ha anche pubblicato un servizio fotografico completo che immortala i due fuori da un ristorante.
La rincorsa allo scudetto ha avuto un brusco stop dal momento in cui Leonardo non ha più potuto contare sulla formazione titolare, cioè su quegli 11 elementi sui quali il mister aveva costruito il suo gioco e le i filotti di vittorie che hanno consentito di tenere il passo dell’Inter. Due giocatori non possono mai determinare il rendimento complessivo e risultati di una squadra, ma è altrettanto fuori discussione che le assenze di Pato e Nesta stanno incidendo negativamente, alterando equilibri che prima sembravano perfetti. Se analizziamo le statistiche del Papero, scopriamo come il suo stato fisico altalenante stia influenzando in modo decisivo i risultati della squadra. La percentuale di vittorie quando Pato ha messo piede in campo supera di gran lunga il 50%, mentre si abbassa al 38% quando il brasiliano è stato indisponibile. Ancora più nel dettaglio, anche i punti/partita risentono della presenza o meno del papero: 1,89 quando gioca, 1,46 quando è assente. Non solo! Numeri alla mano, Pato è anche il miglior cannoniere davanti a Dinho e Borriello. Si assenterà anche spesso dal gioco, ma è fuori discussione che quando Pato c’è, la manovra della squadra diventa più fluida ed efficace. Anche a Dinho fa molto “piacere” la presenza di Pato: infatti ben 8 dei suoi 15 assist li ha riservati proprio per il suo connazionale. Per tutti questi motivi, risulta ancora più evidente come sia fondata la preoccupazione per le condizioni fisiche di Pato e per la sua difficoltà a riprendersi dall’infortunio che la ho più volte tormentato nel corso della stagione. Le ultime indiscrezioni vorrebbero il Papero assente fino a fine campionato, con l’eventualità di un rientro anticipiato forzato solamente se la lotta scudetto rimarrà accesa fino alle ultime giornate.
Alessandro Nesta è stata sicuramente la nota più lieta della stagione in corso. Per il grande colpo di mercato dell’estate 2002 non sembrava più esserci la speranza di tornare a grande livello dopo la completa inattività di tutta la stagione scorsa, solamente l’ultima tegola di una serie di infortuni che hanno tormentato il ragazzo laziale per tutta la sua carriera. Invece il grande Sandro ha smentito tutti, formando assieme a Thiago Silva una coppia assortita, un mix di esperienza, tecnica e velocità che hanno rappresentato il punto di partenza, il primo mattone su cui Leonardo ha costruito le basi del suo gioco. Tuttavia anche in questa stagione i problemi fisici non hanno dato tregua al fenomeno della nostra difesa, costringendolo a piccole pause durante il campionato fino all’ultimo infortunio, il più grave, che probabilmente lo terrà ai box fino a fine campionato. Nesta è stato finora grande protagonista della stagione in corso (21 presenze e 1863 minuti giocati) con addirittura 3 gol , un vero record se pensiamo che ne aveva segnati 4 in tutta la sua precedente carriera in campionato. Cosa dicono le statistiche? Analizzando il rendimento della squadra con o senza Nesta si scoprono elementi interessanti di riflessione. Il primo riguarda i punti/partita: con Nesta una media punti di 0,45 che si alza a 0,64 con Nesta assente. Una statistica che sicuramente risente della prima parte del campionato, in cui i risultati erano tutt’altro che esaltanti. Più interessante invece capire la correlazione tra la presenza/assenza del laziale e i gol fatti/subiti dalla squadra per partita. In questo caso la differenza è evidente: con Nesta in campo 1,76 gol fatti e 0,86 subiti; senza 1,36 gol fatti e 1,18 gol subiti. A testimoniare come non solo Nesta sia importante a livello difensivo, ma come la sua classe, la sua facilità nell’impostazione e la sua visione di gioco portino beneficio e miglioramento a tutta la manovra rossonera.






